Cara/o amica/o,
c’è una domanda che, prima o poi, ognuno di noi si è trovato ad affrontare: perché è così difficile cambiare, anche quando sappiamo — in fondo — che cambiare fa bene?
È da questa domanda che è nato il progetto “Paura del cambiamento? Parliamone!“. Tutto è cominciato nel febbraio 2024, con un focus group in cui circa venti persone tra pazienti e familiari hanno condiviso le loro esperienze legate al cambio farmaco o all’ingresso in un trial clinico. Da quelle ore di ascolto sono emersi bisogni veri, domande spesso tenute per sé, e la consapevolezza che certi momenti — delicati, pieni di dubbi — meritano uno spazio in cui parlarne liberamente.
Da allora abbiamo camminato insieme. E ogni incontro ha lasciato qualcosa.
Al terzo appuntamento, lo scorso maggio 2025, ci siamo ritrovati in circa quaranta — pazienti, familiari, medici e operatori sanitari dei Centri Emofilia lombardi — e quello che è successo in quella stanza è stato, per molti di noi, inaspettato. Sono emersi i dubbi dei medici, la gratitudine dei pazienti, il desiderio comune di un rapporto più empatico e vero. Qualcuno si è commosso. Qualcuno ha detto una cosa che non aveva mai detto ad alta voce. Alla fine, una frase ha racchiuso tutto: “Giornata da ripetere: insieme siamo tanti e forti.”
E abbiamo mantenuto la parola. Il 22 novembre 2025 ci siamo ritrovati ancora, questa volta per un incontro di approfondimento condotto dal Dott. Raffaele Arigliani, in cui abbiamo messo a fuoco qualcosa di molto concreto: cosa spinge davvero a considerare un cambiamento terapeutico, e cosa invece trattiene. Ne è emerso un quadro ricco e onesto. Da un lato, la speranza — maggiore libertà, meno limitazioni, terapie più efficaci e personalizzate. Dall’altro, timori legittimi: gli effetti collaterali non ancora noti, i risultati a lungo termine ancora incerti, la paura di sentirsi “cavie”, il desiderio di una scelta davvero condivisa con il proprio medico e non solo subita. Caregiver, compagni, pazienti, genitori — ognuno ha portato il suo sguardo, e insieme hanno disegnato una mappa di quello che serve per affrontare il cambiamento con serenità: informazioni mirate, ascolto vero, fiducia costruita nel tempo.
Ora siamo pronti per il prossimo capitolo.
Ci ritroviamo ancora una volta: il nuovo appuntamento è fissato.
“Lasciare andare per accogliere il nuovo”
Sabato 16 maggio 2026, dalle 9:30 alle 13:30
UpCycle – Via Andrea Maria Ampère, 59, Milano
Questa volta vogliamo andare ancora più in profondità: da dove nascono le nostre resistenze? Cosa ci trattiene dal cambiare, che si tratti di un trattamento per l’emofilia o di una scelta di vita? Quali meccanismi — spesso inconsapevoli — regolano la nostra capacità di aprirci al nuovo?
Lo faremo come abbiamo sempre fatto: insieme. Pazienti, familiari, medici e operatori sanitari, nello stesso cerchio, alla stessa altezza. Attraverso attività di gruppo — coinvolgenti, vive, pensate per far emergere ciò che di solito non si dice — esploreremo le emozioni legate al lasciare andare ciò che è familiare, impareremo a vedere il cambiamento non solo come perdita ma come apertura, e costruiremo ancora un po’ di quella fiducia reciproca che è il cuore di tutto questo progetto.
Non ci sarà un palco e un pubblico. Ci sarà, come sempre, uno spazio in cui il medico può dire “anch’io ho dubbi” e il paziente può dire “anch’io ho bisogno di capire”. Ed è in quello spazio che succede qualcosa di raro e bello.
Come succede sempre al termine dei nostri incontri, ci sarà l’occasione per fermarsi a pranzo e continuare a parlare. Chi desidera fermarsi può indicarlo nel form di iscrizione.
Per iscriverti, ricevere successive comunicazioni, compila questo form.
Segnatela in agenda adesso. La tua presenza conta — per te, e per tutti gli altri.
Per informazioni:
ace.parliamone@gmail.com oppure Sonja Riva al 335-8293773.

Articolo aggiornato l’11 maggio 2026.